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Etna dispensatrice di vita

1992

Carmen Crisafulli


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Il Museo a cielo aperto di Linguaglossa

C’è una cosa che stupisce spesso i turisti che vengono a scoprire il distretto etneo: gli abitanti di queste terre si rivolgono al vulcano al femminile chiamandolo “a muntagna”. Secondo la grammatica italiana è un errore, ma per chi vive alle sue pendici, l’essenza femminile di questo vulcano è inconfutabile. L’Etna è donna per la sua natura volubile e per la sua presenza costante, per il suo fascino. Essa è madre e matrigna insieme, energia che incanta e fa paura allo stesso tempo, dispensatrice di vita- come l’artista l’ha voluta qui rappresentare- ma anche e di morte. 
Alla femminilità del vulcano è dedicato il murale della Crisafulli, ricco di simbologia ma immediatamente comprensibile. Una donna-sole sorge all’estremità del vulcano in un’alba che infonde vita e luce alle terre che le stanno intorno; i toni caldi sembrano quasi sciogliere il manto bianco dell’Etna e ritrovano tutta la loro forza quando esplodono nei colori dei prodotti che sono contenuti nella cesta di vimini alle sue pendici (uva, vino, castagne, funghi e quanto l’Etna regala a chi la abita). L’immagine è chiusa ai lati dai fichidindia, immagine cara all’universo pittorico dell’artista, che oltre ad essere oramai un simbolo della Sicilia, si fanno portavoce di un valore più grande: la capacità di resistere, di essere pazienti, di adattarsi tipica di questa pianta ma anche delle genti dell’Etna, capaci di vivere sul vulcano attivo più grande d’Europa. 


Visitors are often surprised to hear inhabitants referring to Mount Etna in feminine, calling it “a muntagna”. In Italian grammar it is a mistake, but people who live on its slopes have no doubts: Mount Etna is a woman for her unstable, changing nature, permanent presence, charm. She is both mother and unkind stepmother, energy that enchant and fearsome at the same time, she gives life and death too. Crisafulli’s mural refers to the female soul of the Volcano. The artwork is rich of metaphors but easy to understand. A sun-woman rises at the top of the Volcano in a sunrise that spreads life and light to the lands that surround it. Warm colours propagate, melting the snow carpet on Mount Etna and highlighting the products in the wicker basket (grapes, wine, chestnut, mushrooms and all Mount Etna offers to its inhabitants). The picture is surrounded by Indian figs, which are a typical subject in Crisafulli’s works. Firstly, Indian figs are a symbol of Sicily. Secondly, they also represent an attitude: the ability to resist, to be patient, to adapt, which is characteristic of both this plant and the population of the Etna area. 


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Femmina

Riposi contadini


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